Bancarotta fraudolenta? Non c'è se l'intenzione è quella di salvare l'azienda.
Il Tribunale di Verona assolve l'imputato: le operazioni contestate erano finalizzate esclusivamente al risanamento aziendale. La Cassazione conferma l'importanza dell'elemento soggettivo nel dolo.
Non è bancarotta se si mettono nella società soldi personali
Archiviato il procedimento per bancarotta: decisivi i versamenti di origine familiare e la piena collaborazione con il curatore fallimentare. Dimostrata la trasparenza nella gestione documentale.
Non si può parlare di bancarotta fraudolenta se i soldi personali coprono i debiti societari.
Escluso il dolo nel reato di bancarotta se l'amministratore usa il proprio patrimonio per salvare l'azienda. La difesa dimostra che i versamenti personali superavano i compensi percepiti.
Assolta la moglie amministratrice “testa di legno”
Il GUP proscioglie un'amministratrice di facciata dall'accusa di bancarotta: dimostrata l'assenza di gestione effettiva e il ruolo di semplice prestanome. Un caso fondamentale sulla responsabilità dei soci accomandatari.